Sofia Bernasconi
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Il Ritorno del Viaggio in Treno: Perché nel 2026 il Mondo Riscopre la Lentezza sui Binari

C'è un momento preciso, sul Bernina Express, in cui capisci perché il mondo si è innamorato di nuovo del treno. Il vagone panoramico sale silenzioso oltre i duemila metri, tra ghiacciai e laghi color turchese, e poi comincia a scendere verso sud, dove la neve lascia il posto ai vigneti e all'aria tiepida del versante italiano. Nessun aeroporto, nessuna fretta, solo il paesaggio che scorre lento dietro un finestrino enorme. Dopo anni in cui viaggiare voleva dire soprattutto volare in fretta, nel 2026 milioni di persone stanno riscoprendo un piacere antico: prendersi il tempo di arrivare.

È una tendenza che ha un nome, slow travel, e la Svizzera ne è diventata la capitale naturale. Ma il fenomeno è più grande di una singola nazione, e ha due anime: i leggendari treni panoramici delle Alpi e la sorprendente rinascita dei treni notturni in tutta Europa.

Il lusso, oggi, non è arrivare in fretta. È avere il tempo di guardare dal finestrino.

I treni che vanno piano apposta

Al centro di questa moda ci sono due nomi che sembrano usciti da una cartolina. Il primo è il Glacier Express, ironicamente soprannominato il treno espresso più lento del mondo: impiega circa sette ore e mezza per coprire poco più di 290 chilometri tra St. Moritz, nell'Engadina, e Zermatt, ai piedi del Cervino. La lentezza qui non è un difetto, è tutto il punto. Il secondo è il Bernina Express, che in circa quattro ore collega Coira a Tirano, valica il Passo del Bernina a 2.253 metri, sfila sul celebre viadotto elicoidale di Brusio e scende fino al versante italiano, in un susseguirsi di paesaggi che cambiano completamente lungo il tragitto.

Non è un caso che questi treni vengano venduti insieme, come parte del cosiddetto Grand Train Tour of Switzerland, un itinerario che unisce le rotte più spettacolari del paese in un'unica rete di sogno. La domanda è così alta che le ferrovie stanno ampliando la flotta di carrozze panoramiche per riuscire a soddisfarla.

Il Bernina Express al Lago Bianco, oltre i duemila metri sul versante svizzero delle Alpi.
Il Bernina Express al Lago Bianco, oltre i duemila metri sul versante svizzero delle Alpi.

La rivincita del treno notturno

L'altra grande storia del 2026 accade di notte. Dopo essere quasi scomparsi, i treni notturni stanno vivendo una clamorosa rinascita in Europa. Compagnie come l'austriaca Nightjet e la privata European Sleeper stanno riaprendo rotte e lanciandone di nuove, con l'idea semplice e geniale di andare a dormire in una città e svegliarsi in un'altra, saltando del tutto l'aereo. Tra i debutti più attesi c'è un nuovo collegamento notturno tra Bruxelles e Milano, previsto da settembre 2026, che attraverserà la Germania e la Svizzera passando proprio per Lugano e il Lago di Como prima di arrivare in Italia.

Per il Ticino e per chi ama questa regione è una notizia meravigliosa: significa poter salire su un treno nel cuore dell'Europa e ritrovarsi, alla mattina, tra le palme e i laghi del sud delle Alpi, senza mai mettere piede in un aeroporto.

Non solo nostalgia, ma futuro

Sarebbe un errore liquidare tutto questo come semplice nostalgia. Dietro la rinascita del treno c'è una motivazione molto attuale: la sostenibilità. Gli operatori ferroviari europei stanno espandendo con decisione i servizi notturni proprio per sostituire i voli a corto raggio, tra i più inquinanti in rapporto alla distanza percorsa. Scegliere il treno è diventato, per molti viaggiatori, anche una piccola scelta ecologica, un modo per vedere il mondo lasciando un'impronta più leggera.

Un ritorno non privo di ostacoli

Sarebbe però disonesto raccontare solo il lato luminoso. La rinascita è reale ma fragile. Nello stesso periodo in cui nascono nuove tratte, altre linee chiudono, circa una decina, tra cui alcune rotte storiche e il lunghissimo collegamento tra Stoccolma e Narvik, uno dei più lunghi d'Europa. Il grande ostacolo è la mancanza di investimenti nei vagoni, materiale costoso e difficile da rinnovare. Il treno notturno, insomma, è tornato di moda, ma la sua sopravvivenza dipende ancora da scelte politiche ed economiche tutt'altro che scontate.

Qualche viaggio da sognare

Per chi volesse iniziare, ecco alcune esperienze che riassumono la magia del viaggio su rotaia:

  • Il Bernina Express da Coira a Tirano, dai ghiacciai al versante italiano in quattro ore.
  • Il Glacier Express tra St. Moritz e Zermatt, sette ore e mezza di pura lentezza alpina.
  • Il Grand Train Tour of Switzerland, che unisce le rotte panoramiche più belle del paese.
  • Il nuovo treno notturno Bruxelles-Milano, da settembre 2026, via Lugano e Lago di Como.
  • Qualsiasi tratta notturna Nightjet o European Sleeper, per addormentarsi in una città e svegliarsi in un'altra.

La destinazione è il viaggio

In fondo, il ritorno del treno racconta qualcosa su di noi. In un'epoca che ci chiede di essere sempre più veloci, scegliere di rallentare è diventato quasi un atto ribelle e, allo stesso tempo, un lusso. Guardare le Alpi sfilare dal finestrino, addormentarsi cullati dal ritmo dei binari, arrivare riposati e senza lo stress dell'aeroporto: non è solo un modo diverso di spostarsi, è un modo diverso di viaggiare, e forse di vivere. Il 2026 ci ricorda una verità semplice che avevamo dimenticato. A volte la parte più bella di un viaggio non è la destinazione, ma tutto ciò che si vede lungo la strada.

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